Goldeneye 007
Codename 007
Passare alla storia come uno tra i migliori sparatutto mai creati non è certo un compito da poco. Titoli come Doom, Duke Nukem o Wolfenstein saranno sempre ricordati dai fan per aver donato loro emozioni uniche, emozioni che solo i veri videogiocatori di lunga data conoscono. Ci troviamo nel 1997 quando Rare mette in commercio il primo sparatutto in prima persona dedicato all’agente segreto più famoso del cinema: James Bond. Ed è così che dalla penna di Ian Flemming, Bond (interpretato da Pierce Brosnan) si ritrova protagonista di un videogame, il pluri-osannato dalla critica, Goldeneye 007 in esclusiva suNintendo 64. A circa 13 anni di distanza, dopo un grido di gioia di milioni di fan, l’annuncio della produzione del remake dell’omonimo gioco su console Nintendo Wii. Il titolo riproporrà la stessa trama del film (e anche quella del precedente videogioco) con qualche piccola variazione, gameplay rinnovato, grafica restaurata da zero ed un compartomultiplayer sia offline che online. Siete pronti a diventare un agente doppio zero?Mettete il silenziatore e seguitemi.
Goldeneye
Goldeneye 007 ci rimette nei fortunati panni dell’agente segreto James Bond, nome in codice 007. Il gioco propone una trama nel complesso buona che vede Bond smantellare un’organizzazione terroristica pronta a sconvolgere il mondo con le loro armi di distruzione di massa. Le investigazioni e sparatorie di 007 ci porteranno in ambientazioni numerose e diversificate proponendo una grande varietà sia a livello estetico che nel level design. Il gioco si mette in mostra con un gameplay davvero ottimo, mischiando elementi tipici deglisparatutto in prima persona con caratteristiche tipiche di videogame stealth. Proprio grazie a questa diversificazione del gameplay al giocatore sarà concessa la possibilità di prendere parti a tutte le missioni con approcci sempre differenti: siete assassini silenziosi? Accucciatevi, sfruttate le coperture e attaccate gli avversari alle loro spalle prima che vi scoprano mandandoli KO. Se invece siete fan di Rambo sicuramente vorrete affrontare la missione con un approccio il più sparatutto possibile, togliete il silenziatore dalla vostra arma, usate mitragliatrici, attaccate i nemici sfruttando l’ottimo sistema di copertura implementato nel gioco. Oltre a questa varietà di gameplay, Goldeneye 007propone 4 livelli di difficoltà differenti, livelli che se aumentati aggiungeranno diversi obiettivi alle missioni e alzeranno il grado di sfida dei nemici di Bond. In definitiva il titolo propone una campagna in single player davvero buona, seppur a tratti troppo scriptata con un uso a volte eccessivo di quick time event.
La longevità varia dalle 6 alle 10 ore di gioco a seconda del livello di difficoltà scelto ad inizio partita. Goldeneye 007 è compatibile con le tre periferiche di gioco principali perNintendo Wii: Gamecube Controller, Wii Mote e Nunchuck ed infine Wii Classic Controller; tutte configurabili nel menu di opzioni del gioco e riconosciute immediatamente dopo l’inserimento.
graphic material
La longevità varia dalle 6 alle 10 ore di gioco a seconda del livello di difficoltà scelto ad inizio partita. Goldeneye 007 è compatibile con le tre periferiche di gioco principali perNintendo Wii: Gamecube Controller, Wii Mote e Nunchuck ed infine Wii Classic Controller; tutte configurabili nel menu di opzioni del gioco e riconosciute immediatamente dopo l’inserimento.
Multiplayer
Goldeneye 007 propone due tipi di modalità multi giocatore. Per i fan di vecchia data apprezzabile il fatto che sia stata riproposta la modalità multiplayer classica split screen fino ad un massimo di 4 giocatori in mappe diversificate e ben congegnate. La seconda modalità multiplayer di Goldeneye 007 è quella online dove i giocatori potranno prendere parti a partite competitive fino ad un massimo di 8 giocatori. Le modalità e le mappe sono ottime e diversificate peccato solamente per il mancato supporto al Wii Speak impossibilitando i giocatori a conversare tra di loro durante le partite.
Grafica e sonoro
Il comparto tecnico che fa da contorno a Goldeneye 007 è tutto sommato buono; certo, un gioco del genere a mio parere avrebbero reso di più su una console HD, ma il risultato ottenuto si può dire soddisfacente. I dettagli del personaggio principale (che in questo remake prende le fattezze dell’ultimo Bond ovvero Daniel Craig) sono ottimi così come il comparto animazioni molto soddisfacente garantito da un magistrale lavoro di motion capture. Buoni anche i dettagli delle armi e delle ambientazioni che donando spettacolarità al mondo di 007. Il comparto sonoro si attesta sui medesimi ottimi livelli del comparto grafico presentando una colonna sonora presa in parte dai film ed un doppiaggio realizzato in maniera soddisfacente.
Concludendo
Quello cui ci troviamo davanti è uno sparatutto ben realizzato con una modalità giocatore singolo ottima, ma a tratti penalizzata dalle sequenze scriptate. La longevità inoltre, già ottima in single player, è garantita da una modalità multi giocatore ben implementata anche se anch’essa penalizzata dalla mancanza di una comunicazione vocale tra i giocatori. Un gioco consigliato a chi cerca uno sparatutto in prima persona su NintendoWii di ottimo livello e per i fan dell’episodio originale su Nintendo 64.
MARIO SPORTS MIX
Tutti gli sportivi del Regno dei Funghi
I videogames sportivi sono sempre stati un buon punto di riferimento per tutti coloro che, seduti comodamente sul divano, preferiscono cimentarsi alle più svariate discipline sportive semplicemente accendendo la console e prendendo in mano il joypad. Per la verità, soprattutto in questa generazione videoludica, l’elemento aggiunto è stato proprio l’utilizzo dei sensori di movimento (avventura iniziata da Nintendo con Wii Sports) per cercare di rendere ancora più “realistico” l’approccio all’esperienza di gioco. E come potrebbe anche la pluripremiata mascotte della casa di Kyoto, Mario, non cercare di impegnarsi e impegnarci nei più svariati sports? La sua passione per la verità nasce da lontano, quando si accontentava di fare la comparsata in titoli sportivi in cui non aveva il ruolo di primo piano, per poi decidere di recarsi alle alte sfere Nintendo a chiedere di potersi buttare in prima persona a capofitto in sfrenate corse con i Kart, passando per i campi di golf e di tennis (tutta la serie Mario Golf e Mario Tennis sviluppata da una grande Camelot), fino a partite da titolare di calcio (Mario Smash Football e Mario Strikers Charged Football) e anche di baseball (Mario Superstar Baseball). Contagiando tutte le console della grande N con questa sua sfrenata passione per l’esercizio fisico: come non ricordarlo anche sulle piste da ballo di Dance Dance Revolution Mario Mix in cui si esibiva, grazie all’ausilio del tappetino e del giocatore, in passi di danza da provetto ballerino? Così nel 2011 non poteva certo farsi pregare di scendere ancora in campo e ha deciso di prodigarsi con altrettanto impegno a nuove discipline sportive: L’Hockey, la Pallavolo, il Dodgeball e il Basket (disciplina già affrontata da Mario e soci nel gioco del 2006 per Nintendo DS dal titolo Mario Slam Basketball), ovviamente confezionando il tutto sulle regole dei veri sport, ma aggiungendo un bel po’ di power up… non propriamente attribuibili alla pratica reale. Mario Sports Mix è sviluppato da Square-Enix… si proprio la mamma di Final Fantasy e Dragon Quest che si propone, ancora una volta, nello sviluppo di un gioco un po’ diverso dai suoi canoni, non disdegnado di far comparire anche qualche loro personaggio nelle goliardiche ed esagerate competizioni (Mago nero, Moguri ecc…).
4 sports….al prezzo di 1
Basket
Sotto questo punto di vista il prodotto si presenta molto simile al gioco uscito per DS(sempre di Square-Enix), ma arricchito ovviamente di spessore rispetto all’essenza portatile che doveva poter permettere anche fugaci partite che non impegnassero per troppo tempo il giocatore. La spettacolarità dell’azione non viene mai meno e ci vorrà ben poco tempo per cercare di arrivare sotto al canestro, magari dopo una bella esibizione di passaggi, per terminare l’azione con una schiacciata a canestro degna del miglior giocatore di NBA. Ovviamente si potrà anche cercare di portare a casa i 3 punti dalla distanza e simulare finte per disorientare l’avversario facendo poi filtrare la palla ad un compagno di squadra già pronto a raggiungere il canestro. Anche il modo di accumulare punti non ricalca, in alcuni frangenti, davvero la realtà: infatti è facile sul campo di gioco vedere comparire delle monete che agguantate fanno aumentare il punteggio sul tabellone in modo esponenziale… per arrivare alla comparsa di bonus che permettono di fermare in modo magari poco consono l’avversario che cerca di dirigersi verso il nostro canestro. Tutto questo senza escludere il super tiro devastante che può essere effettuato quando un’apposita barra viene riempita: ciò porta con più semplicità ad effettuare dei punti magari preziosi, ma si devono fare i conti con l’avversario che può cercare di contrastarlo per bloccarlo e ripartire.
Hockey
La disciplina non prevede solo quello su ghiaccio ma anche quello su altri terreni per rendere l’esperienza sportiva ancora più completa. Certo in questo caso i controlli sono stati ridotti all’osso per rendere l’esperienza più scanzonata e quindi ci troveremo con mosse basilari che ci permetteranno di passare il dischetto, rubarlo con prepotenza all’avversario e anche in questo caso far ricorso a dei “super tiri” che, per la loro potenza, dovrebbero regalarci il punto a cui aspiriamo. Condiamo il tutto con una bella spruzzata di monete moltiplicatrici e bizzari bonus per rendere la vita difficile agli avversari e avremo il quadro perfetto di cosa ci aspetta anche in questo caso.
Pallavolo
Tutti coloro che si sentono un po’ seguaci di Mila e Shiro non potranno che scegliere questa disciplina come proprio punto di riferimento di questa raccolta. In questo caso tutto il gioco è affidato ad un bell’utilizzo del telecomando che viene usato per mimare i colpi di una vera partita: con un movimento verso l’alto si effettua la battuta, i contrasti a muro e il salto, mentre verso il basso ci si può prodigare in una schiacciata sul campo avversario e… prendere l’agognato punto. Con il Nunchuck potremo decidere la traiettoria della palla per cercare di sfruttare le linee, con colpi che all’apparenza possono sembrare destinati ad andare fuori e una visibilità della palla gestita ottimamente da cerchi colorati che ne fanno comprendere la ricaduta sul proprio terreno di gioco. Anche in questo caso power-up assortiti faranno il loro ingresso in campo per destabilizzare ancora di più l’azione di gioco e permettere di salvare una situazione all’apparenza critica.
Dodgeball
Il gioco funziona sulle regole della “palla prigioniera” dove i giocatori devono cercare di evitare di farsi colpire dal pallone: ogni personaggio può resistere ad un numero variabile di colpi in base alla loro potenza e una volta finita l’energia, vengono relegati ad una parte limitrofa del campo da gioco come se fossero in un “perimetro carcerario”: per liberarsi devono a loro volta riuscire ad eliminare un avversario concorrente. A tutto questo aggiungete il fatto che, con un buon tempismo nella pressione dei tasti, è possibile afferrare al volo la palla che gentilmente doveva centrarci e rendere il favore cercando a nostra volta di eliminare l’avversario. Non di meno gli Yoshi a bordo campo, non mancheranno di lanciare contro i giocatori la palla se se la troveranno tra le zampe, proprio come se fossero dei giocatori in più. Tra le mosse disponibili ci sono le finte utili per disorientare e cercare di mettere a segno il nostro colpo e il salto con il quale potremo convogliare nel tiro ancora più potenza. Oltre gli immancabili bonus accumulabili per eliminare l’avversario il più velocemente possibile: che ne dite di una bella bomb omb che atterra sul campo proprio sul giocatore?
Visione sportiva
Graficamente Mario Sports Mix non potrebbe rendere meglio l’atmosfera dei tipici giochi sportivi di Mario, con campi e stadi che proprio per la loro logica quasi “viva” riescono ad essere protagonisti tanto quanto i nostri eroi su schermo: è proprio grazie a questa loro caratteristica che riescono in modo divertente a mutare le situazioni di gioco come se niente fosse. Tra pavimenti mobili e onde che trascinano sul campo situato sulla spiaggia gusci, non mancheranno di ravvivare anche le situazioni più critiche. Grande cura quindi per il colpo d’occhio sugli stadi che ci trascinano in colori vivi e animazioni, così come per i protagonisti, impeccabili. La musica svolge il suo ruolo di accompagnamento con effetti sonori forse più appropriati: i brani messi insieme per il gioco non riescono tutti a trasmettere la vera essenza di un gioco di Mario, ma ciò non toglie minimamente il gusto nell’ascoltarli mentre si è impegnati sull’azione. Come in ogni produzione Nintendo che si rispetti, tutti i testi che compaiono sulla TV sono stati tradotti nella nostra beneamata lingua. Il gameplay è di facile assimilazione e a dire il vero resta più facile prenderci la mano senza seguire i vari tutorial: quest’ultimi tendono ad essere molto ricchi di spiegazioni, facendoci perdere in una miriade di delucidazioni che fanno sembrare il tutto più complesso di quello che è. Ciò non toglie comunque che è stato effettuato un grande lavoro per rendere, soprattutto ai novizi, le spiegazioni più accurate possibili per non lasciare nulla al caso. Il divertimento è assicurato per tutta la famiglia che non mancherà di lasciarsi coinvolgere in sfide all’ultimo… sport. Nel gioco viene lasciata libertà di utilizzare il solo Wiimote, anche se la configurazione consigliata è quella Wiimote più Nunchuck. Proprio sotto il profilo multiplayer Mario Sports Mix riesce ad estendere ancora di più la sua durata. Come in tutti i giochi di questo tipo, infatti, la possibilità di poter sfidare amici e parenti ci invoglierà ad accendere la console per molto tempo. Supportata inoltre la modalità online tramite Wi-Fi Connection: si potranno sfidare sia coloro che sono nella vostra lista amici, sia giocatori casuali con un amico al vostro fianco proprio come in un team. Anche in Single-player, comunque, il gioco lascia il suo bel da fare: non sarà facile arrivare con i punteggi migliori alla fine di ogni torneo, così come saremo spinti a migliorarci sempre di più per veder crescere in positivo le statistiche associate ad ogni disciplina. Tutto questo contribuisce, almeno per gli appassionati dei record, a cimentarsi più e più volte a tutte le sfide disponibili. L’unica pecca stà nell’IA delle squadre guidate dalla console che non fanno nulla per risultare davvero ostiche nei nostri confronti. A questo vanno aggiunti dei minigiochi associati ad ogni singola disciplina per completare il quadro di un prodotto confezionato in modo molto ricco.
The winner is…..
A conti fatti ci troviamo di fronte ad un altro impareggiabile gioco sportivo del nostro beneamato idraulico: Mario Sports Mix pur poggiando le basi su quattro discipline sportive reali, cerca nelle soluzioni “estreme”, il pass per lasciarsi apprezzare anche da chi ricerca un’esperienza carica di umorismo: la corsa per poter passare sopra al punto interrogativo giallo, dispensatore di bonus che di tanto in tanto appare sul terreno di gioco, sarà un cardine fondamentale dell’esperienza mariesca. Le sfide, nel loro essere così estremamente piacevoli, saranno all’ordine del giorno e nessuno vorrà darla vinta al proprio avversario… per ognuno di quei personaggi che sgambettano sullo schermo c’è in gioco, oltre alla partita, anche il loro onore: un onore che fa ancora una volta grande il Regno dei Funghi.
Ritorno a grandi livelli?
Diciamoci la verità: quando Sega, alcuni mesi fa, annunciò l’uscita di Sonic Colours in molti, compreso il sottoscritto, nutrivano ben poche aspettative nei riguardi di questo progetto. Dopo il terribile Sonic The Hegeog per PS3 e una serie di plattform per Wii non esattamente esaltanti (con l’unica eccezione positiva di Sonic e gli anelli segreti), erano davvero molti i fan del velocissimo porcospino blu a temere l’ennesima delusione. Fortunatamente per loro (e per noi) così non è stato: Sega ha infatti dimostrato di aver letto e compreso le critiche mosse ai precedenti giochi e, con Sonic colours, è riuscita a far compiere alla sua mascotte il salto di qualità di cui aveva tanto bisogno, riuscendo, allo stesso tempo, a riproporre quasi intatto il fascino e le atmosfere che avevano contraddistinto tutte le prime avventure di Sonic, tanto amate e tanto rimpiante dai fan.
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Con la semplicità, la vita si colora
Fin dalle prime battute, il titolo si presenta davvero bene: ad accogliere il giocatore ci sarà infatti un bellissimo filmato introduttivo, accompagnato dalla theme song del gioco, molto orecchiabile e d’atmosfera. Subito dopo aver creato un blocco dati, verremo catapultati all’interno del gioco. Come spesso accade nei plattform, la trama è piuttosto semplice: il malvagio dottor Eggman ha deciso di redimersi e e di aprire un gigantesco lunapark intergalattico. Sonic, in compagnia dell’amico Tails, si reca sul posto per investigare e scopre ben presto che i buoni propositi dell’arcinemico sono solo l’ennesima copertura per attuare il suo piano diabolico: sfruttare l’ enorme energia di alcuni piccoli e simpatici alieni colorati, chiamati Wisp, per i suoi loschi scopi. É proprio l’energia dei Wisp infatti che alimenta l’intero Luna Park. Sarà compito nostro sventare questo piano malefico e setacciare tutti i livelli del gioco per restituire la libertà ai piccoli Wisp. Il gameplay di Sonic Colours è suddiviso fondamentalmente in due sezioni di gioco distinte, che spesso si alterneranno anche all’interno dello stesso stages. In alcune fasi, in modo simile a quanto avveniva in Sonic Unleashed, la visuale sarà posta alle spalle di Sonic, permettendoci di vivere in prima persona le folli corse del porcospino lungo livelli colmi di ostacoli, robot da distruggere, e tornanti da affrontare a manetta. A differenza del suo predecessore, però, non sarà possibile uscire dai “margini” laterali dello stage, cosa che ci eviterà un enorme numero di morti casuali e che rende l’esperienza molto più gradevole e gratificante. In altre sezioni, la visuale si sposterà al lato, trasformando il gioco in un vero e proprio plattform in 2d (in modo analogo a quanto avviene, per esempio, in New Super Mario Bros). In queste sezioni, l’accento, più che sulla velocità, sarà posto sul superamento dei numerosissimi ostacoli ed enigmi che fanno da contorno ad ogni stage. In entrambe queste sezioni, il sistema di controllo resta identico: ci si sposta con lo stick analogico, un tasto viene utilizzato per saltare (premendolo due volte di fila potremo invece realizzare un doppio salto), un altro per scivolare e un terzo ci permette di effettuare uno scatto particolarmente potente, per effettuare il quale avremo bisogno di una particolare barra di energia, che andrà a riempirsi man mano che si salveranno i wisp, le cui capsule sono sparse per tutti i livelli. Quando saremo in salto, se nelle vicinanze ci saranno dei nemici o degli interruttori, essi verranno circondati da un mirino rosso. Premendo nuovamente il pulsante del salto, Sonic si fionderà contro di loro, utilizzando il suo famoso attacco in giravolta. Un sistema di controllo davvero semplice, dunque, che consente a chiunque di padroneggiare ogni mossa di Sonic in pochissime partite. Ma proprio qui sta l’aspetto vincente di questo gioco: l’aver eliminato tutti gli aspetti più macchinosi e frustranti mostrati dai precedenti giochi 3ddedicati a Sonic in favore della pura giocabilità, riuscendo a ricreare lo stesso identico feeling dei vecchi giochi di Sonic per Mega Drive: non più trasformazioni in licantropo, controlli scomodi e decine di combinazioni da memorizzare, ma solo velocità, adrenalina e azione. Potrebbe venire il dubbio che, con dei controlli così semplici, il gioco possa alla lunga diventare monotono e ripetitivo, ma così non è. A mantenere sempre alto il coinvolgimento, oltre allo splendido design dei livelli, ci penseranno infatti i nostri amici wisp. Lungo la sua avventura, infatti, Sonic entrerà a contatto con numerose specie differenti di queste creature, ognuna contraddistinta da un diverso colore. Dopo averli toccati, Sonic potrà scatenare quando vorrà i loro poteri, sbloccando, per un periodo di tempo limitato, una serie di particolari abilità. Il wisp giallo, ad esempio, consente a Sonic di trasformarsi in un trapano e di esplorare vaste zone dello stage in precedenza inaccessibili. Quello verde invece trasformerà il nostro riccio in una sorta di atronave, permettendogli di volare e di raccogliere gli anelli ad altissima velocità. Tutte queste abilità aumentano molto l’appeal del gioco, rendendo l’esperienza sempre interessante e coinvolgente.
Una festa per gli occhi
Naturalmente, una grande giocabilità non basta da sola per fare un Bel gioco. Ma, per fortuna, Sonic Colours non delude neanche dal punto di vista grafico. I livelli del gioco sono infatti davvero spettacolari, con un design accattivante e sempre differente e una quantità di particolari ed effetti speciali davvero sorprendente (l’unico rischio è di non prestargli attenzione mentre si sfreccia alla velocità del suono!). Inoltre, le ambientazioni sono quasi sempre totalmente diverse tra loro: si passa da stage urbani e supertecnologici alla natura rigogliosa del mondo dei wisp, dopo una bella scampagnata tra le asteroidi e le profondità del pianeta roccioso. Fanno il loro ritorno, con sommo terrore dei fan di vecchia data, i livelli sommersi, nei quali dovremo preoccuparci continuamente di rinnovare le riserve d’aria del nostro Sonic per evitare che affoghi e nel contempo di non farci distrarre dalla bellezza del fondale marino. L’unico neo della grafica sono i modelli dei personaggi. I robot che incontreremo, infatti, risultano un po’ troppo simili e dotati di animazioni non certo spettacolari e lo stesso Sonic non sembra realizzato con la cura che ci si aspetterebbe. Anche il sonoro si presenta perfettamente all’altezza delle aspettative, con numerosi brani, quasi sempre tendenti al rock o alla tecno, davvero azzeccati e mai noiosi, che rendono ancora più piacevoli le nostre scorribande attraverso i livelli, pur senza presentare alcuna traccia in grado di lasciare davvero il segno. Anche la longevità del titolo non deluderà le esigenze dei giocatori. Certo, completare l’avventura principale non richiederà troppo tempo, ma riuscire a collezionare tutti gli anelli rossi, nascosti nei luoghi più impensabili, e ad ottenere il rango S in tutti i livelli sarà sicuramente un lavoro lungo e MOOOLTO impegnativo. Oltre alla modalità principale, inoltre, sarà disponibile una sorta di giocoarcade di Sonic, in cui potremo cimentare la nostra abilità, anche in compagnia di un amico, in una nuova serie di livelli dal design molto meno curato, ma dalla difficoltà anche superiore a quella del gioco principale. Infine, è anche presente una modalità sfida, in cui affronteremo i livelli della modalità principale uno dietro l’altro, cercando di ottenere il punteggio più alto possibile.
Sonic è tornato! Stavolta per davvero!
Sonic è tornato! Stavolta per davvero!
Insomma, Sonic Colours è davvero un bel gioco, forse il miglior titolo dedicato a Sonic da anni a questa parte. Purtroppo, però, non è esente da difetti. Come già detto, la modalità principale è forse fin troppo breve e la grafica, pur restando godibilissima, avrebbe potuto godere di qualche ritocco in più. Inoltre, un sistema di gioco così semplice potrebbe non piacere a molti giocatori, abituati all’ampiezza e alla profondità di titoli come Super Mario Galaxy. Inoltre, su Wii la concorrenza è davvero fortissima, con capolavori come Super Mario Galaxy 2 e Donkey Kong Country Returns, ma consiglio comunque l’acquisto diSonic Colours a tutti i fan del porcospino blu e a tutti coloro che fossero alla ricerca di un plattform veloce e frenetico, dove i riflessi rapidi contano più del cervello. Alla prossima!
RAVING RABBIDS: TRAVEL IN TIME
Un coniglio…nel cilindro
Correva l’anno 2006…..
Mentre la cara e vecchia Europa aspettava trepidente l’uscita del Wii e la Nintendoincrociava le dita sperando di non ripetere l’esperienza Gamecube, la Ubisoft, per cavalcare l’onda del nascente Wiimote, decise di produrre un gioco, che pur avendo come protagonista la loro famosa mascotte Rayman, glorioso personaggio di platform game, portava alla ribalta anche dei piccoli ma pazzoidi coniglietti in un gioco che attraverso una serie di minigame, sviluppava una storia in cui il nostro eroe doveva salvare i suoi amiciGlobox. Probabilmente se lo stesso Rayman avesse saputo che da li a poco sarebbe stato messo da parte proprio a causa loro e dalla loro inevitabile voglia di combinare disastri, avrebbe cercato di eliminarli il prima possibile.
Mentre la cara e vecchia Europa aspettava trepidente l’uscita del Wii e la Nintendoincrociava le dita sperando di non ripetere l’esperienza Gamecube, la Ubisoft, per cavalcare l’onda del nascente Wiimote, decise di produrre un gioco, che pur avendo come protagonista la loro famosa mascotte Rayman, glorioso personaggio di platform game, portava alla ribalta anche dei piccoli ma pazzoidi coniglietti in un gioco che attraverso una serie di minigame, sviluppava una storia in cui il nostro eroe doveva salvare i suoi amiciGlobox. Probabilmente se lo stesso Rayman avesse saputo che da li a poco sarebbe stato messo da parte proprio a causa loro e dalla loro inevitabile voglia di combinare disastri, avrebbe cercato di eliminarli il prima possibile.
Coniglio temporale
Fatto sta che dopo aver avuto per ben due giochi accostato il nome di Rayman, i prolifici coniglietti hanno iniziato ad avere una propria identità e filosofia di vita: creare più disastri possibili nelle avventure più strampalate. Dopo aver cercato di conquistare la Luna a bordo di un carrello della spesa in un prodotto a metà tra il platform e il gioco di corsa, questa volta in Raving Rabbids: Travel in Time a bordo di una lavatrice, sono pronti a viaggiare nel tempo per dare una spiegazione tutta loro a vari eventi storici. Sarà stato per merito loro che l’uomo nella preistoria scoprì il fuoco?Oppure fu proprio cadendo con la loro lavatrice spazio-temporale sul pianoforte di Beethoven a fargli trovare la nota giusta per la sua composizione? Tutto questo in una simpatica introduzione animata che li porterà ad atterrare nella sala di un museo che da quel momento fungerà da hub principale esplorabile e dove tutto ciò che solitamente dovrebbe essere evitato per non far danni, diventa invece la norma. Nei panni dei coniglietti è naturale non seguire i divieti che vengono visualizzati dai cartelli posti nel museo e così in poco tempo, ci troveremo a correre da una parte all’altra delle stanze a cercare di “rompere” il più possibile. Tutto questo per buona pace di quello che sembra essere il curatore del museo che oltre a fuggire… altro non può fare.
Un minigioco per amico
Per fare ciò si ritorna alla conigliesca passione per i minigiochi a cui si accede tramite quadri appesi alle pareti (un po’ alla Super Mario 64 memoria) dislocati in cinque aree tematiche che prendono il nome di Rimbalzarium, Volarium,Spararium,Corsarium eAgganciarium: ogni zona ha le proprie prove di abilità che si rifanno al nome proprio delle aree che li ospitano. Per esempio nel Volarium utilizzeremo sia Wiimote che Nunchuckcome se fossero le ali della strampalata estensione che ci troveremo a guidare per librarci nell’aria e anche sott’acqua, oppure avremo alcune prove effettuabili solo se si dispone anche di Wiimote Plus o ancora nella sezione Spararium dove metteremo alla prova le nostre doti da cecchino in erba. Tecnicamente Raving Rabbids: Travel in Time non si prodiga a voler mostrare una grafica super dettagliata, ma gli ambienti godono ugualmente di una buona caratterizzazione così come le animazioni dei personaggi che da sole riescono a reggere bene il contesto cartonesco in cui vengono inserite. Caratteristica non meno importante visto che parliamo di un gioco Wii, solitamente penalizzata per quanto riguarda l’online, è la possibilità tramite Wi-Fi Connection di sfidare amici, oltre ovviamente organizzare serate, seduti tutti insieme sul divano di casa, all’insegna di partite all’ultimo… coniglio, in qualcosa come trenta prove tutte da giocare. In ognuna necessariamente viene previsto un numero preciso di partecipanti nel caso sostituiti da avversari controllati dall’ IA. La durata dell’esperienza in singolo è godibile per un buon numero di ore, ci sono davvero molte cose da fare, ma come ovvio è in compagnia che ne perderemo il conto. Tra i difetti riscontrabili c’è una certa confusione di fondo in alcuni minigiochi e qualche grattacapo nel coordinare nel migliore dei modi alcuni movimenti, nonché, come già detto, è strano circoscrivere alcuni minigiochi al solo uso del Wiimote Plus escludendo a priori chi non è possessore di questa estensione del controller.
E’ l’ora di Party(re)
Comunque a parte questi piccoli appunti, Raving Rabbids: Travel in Time rischia davvero di essere uno dei migliori party game in circolazione per Wii o quantomeno, si candida a uno dei pochi capaci di strappare risate a più riprese durante tutta la sessione di gioco. L’approccio guidato, all’inizio del gioco, rende davvero semplice capirne il meccanismo: non da subito tutte le varie prove saranno disponibili ma questo porta a voler andare avanti per scoprire cosa ci aspetta dopo e la possibilità di poter cambiare di abito il nostro peloso amico, rende la personalizzazione stessa un modo per sentire il piccolo protagonista ancora più vicino. Un’ultima raccomandazione: attenzione ai vostri salotti! Sicuramente non reggerebbero all’assalto di questi pelosi esseri se mai riuscissero ad uscire anche dal vostro televisore.
DONKEY KONG COUNTRY RETURNS
Garanzia storica!
Le icone Nintendo sono da sempre simbolo di qualità e la saga dedicata al mitico Donkey Kong è certamente una di queste. Passato alla storia come antagonista principale del buon Super Mario, lo scimmione “cravattato”, ha saputo, col passare del tempo, ritagliarsi un ruolo da protagonista. L’esplosione in termini di qualità e divertimento, avvenne con l’uscita per SNES del famoso Donkey Kong Country targato Rare. Un misto di grafica ultra moderna, gameplay funzionale e divertimento, che al tempo fecero la differenza. Oggi grazie al Nintendo Wii e ai Retro Studios (sviluppatori del gioco) abbiamo potuto saggiare le qualità di un ritorno scontato, ma davvero tanto atteso. Donkey Kong Country Returns irrompe in epoca next-gen, e lo fa come al solito con stile e semplicità, assicurandoci anche questa volta un prodotto di qualità a cui ogni platform a venire dovrà far riferimento.
Ma quanto tirano queste banane?
Scontata come il pandoro a Natale la trama di questo nuovo capitolo della saga ci metterà al cospetto di una situazione davvero insostenibile e alla quale i due protagonisti, Donkey e Diddy Kong, dovranno venire a capo, ovvero il furto della prelibata quanto imprescindibile scorta di banane. Assodato il fattaccio i nostri amici pelosi partiranno per il lungo viaggio, composto da cinquanta livelli, che ci porterà a recuperare il prelibato “bottino”.
In due è sempre meglio!
L’avventura targata Retro Studios ci darà occasione di girovagare lungo livelli sviluppati in3D, ma concepiti per essere goduti con effetto a scorrimento laterale. Il lavoro dal punto di vista artistico è davvero notevole e avremo modo di ammirare diversi riferimenti alle serie passate. Giochi di colore che sprizzano fantasia e vivacità risaltano la fantastica struttura degli stage concepiti che ben si adatteranno alla scorribande dei simpatici protagonisti. L’avventura potrà essere goduta in singolo (con Diddy comandato dalla cpu) o in cooperative dove chiaramente potremo godere del massimo divertimento concepito dal prodotto. Affrontare l’avventura con un amico, infatti, darà vita a lunghe ore di divertimento scanzonato apprezzabile soprattutto viste le numerose situazioni strappa risata concesse durante l’arco della storia sviluppata. Affrontare il gioco in singolo produrrà gioco forza un risultato meno soddisfacente, ma tuttosommato sempre sufficientemente apprezzabile.
Un prodotto adatto a tutti?
Donkey Kong Country Retruns potrà essere giocato in due modi, o con il solo Remote posto orizzontalmente o in combinazione con il Nunchuck. In tutte e due i casi avremo un risultato soddisfacente e in grado di regalare il giusto feeling al giocatore. Il gameplay del prodotto risulta semplice, ma allo stesso tempo, viste le situazioni proposte, complicato e ben congegnato. Anche i più smaliziati, infatti, avranno non poche difficoltà nel superare gli ostacoli proposti nei livelli dell’isola esplorabile. A soccorso dei meno pazienti o dei giocatori più piccini, arriva il sistema denominato Super Guida. Attivata, quest’ultima supererà il livello incriminato per nostro conto, senza però raccogliere al suo interno gli oggetti bonus presenti. Donkey Kong Country Returns è dunque un prodotto dedicato sia agli hardcore gamers (che non utilizzeranno mai la soluzione del livello) che ad un pubblico meno pretenzioso che potrà applicare l’escamotage proposto.
Uno sguardo all’aspetto tecnico
Donkey Kong Country Returns si presenta con una veste grafica davvero piacevole e “utile alla causa”, nulla di sconvolgente, ma tutto risulta ben amalgamato e sviluppato con classe e originalità. Giochi di colore accostati con gusto, effetti di luce e fluidità di fondo garantiscono un quadro finale davvero piacevole e coinvolgente. L’aspetto sonoro è contraddistinto da musiche classiche della serie, sempre piacevoli e azzeccate, mentre lalongevità del prodotto è garantita dai numerosi stage concepiti e dalla loro effettiva difficoltà nell’affrontarli e completarli con ogni bonus interno. In altre parole il titolo Retro Studios si presenta completo in ogni suo reparto, anche se è innegabile che sfruttarlo in compagnia di un amico possa risultare più gratificante.
Concludendo…
Gli ottimi Retro Studios hanno saputo riportare in vita con il giusto tributo, un mito degli anni passati traghettandolo in epoca next-gen con classe e semplicità. I riferimenti al passato non mancano e il sapore del prodotto nato su SNES permane anche in questa nuova esperienza. Donkey Kong Country Returns è un acquisto obbligato per ogni amante dello scimmione Nintendo e per tutti i patiti dei platform vecchio stampo.
SUPER MARIO ALL-STARS
Buon Compleanno Mario!
Ci sono pochi giochi al mondo che non invecchiano mai, o perlomeno invecchiano bene,Super Mario Bros. è uno di questi. Uscito nel lontano 1985 in Giappone e ben due anni più tardi in Europa, la prima ufficiale avventura di Mario rimane ancora adesso un’esperienza coinvolgente e divertente, nonché molto impegnativa, visto gli standard di difficoltà dei giochi odierni. Tuttavia, oggi non parleremo solo dell’immortale Super Mario Bros.… ma di ben quattro eterne peripezie dell’idraulico più amato dell’intero universo! Infatti per celebrare il 25° anniversario della saga più famosa della storia dei videogiochi,Nintendo ci fa un bel regalo di Natale rilasciando Super Mario All-Stars: una raccolta di giochi di Mario (tra l’altro già uscita in passato per SNES) che include il primissimo episodio, Super Mario Bros.: The Lost Levels, Super Mario Bros. 2 e Super Mario Bros. 3; tutti migliorati sotto il profilo grafico e sonoro rispetto alle controparti originali. Inoltre questa edizione vanta anche due contenuti bonus di relativo valore, che descriveremo in seguito. Ora scopriamo insieme se Super Mario All-Stars merita davvero l’acquisto; in fondo i singoli giochi sono già disponibili da diverso tempo sullaVirtual Console…
Il primo salto non si scorda mai!
Solitamente a questo punto si introducono le articolate vicende narrativa del gioco protagonista della recensione, ma come tutti voi saprete, quando c’è di mezzo il nome Mario capita raramente di assistere ad un storyline degna di essere menzionata e analizzata, e Super Mario All-Stars non fa certo parte di una di queste eccezioni, poco conta che i giochi siano quattro; dato anche che rimangono comunque piuttosto datati (si parla di anni ottanta, inizi novanta). Ci limiteremo dunque alle classiche righe ormai divenute una convenzione in questi casi: la principessa Peach è stata rapita da Bowser, a Mario l’onore di salvarla. Ciò è vero almeno per due dei quattro capitoli, ma approfondire ulteriormente la questione sarebbe solo uno spreco di tempo, appurato il fatto che la storia non modifica praticamente in alcun modo il gameplay dei giochi, basato in tutti i quattro casi sulle stesse meccaniche. La trama, insomma, non ha alcuna importanza nell’economia di gioco, quindi è necessario che la giocabilità rimanga solida e divertente dall’inizio alla fine, poiché l’attenzione del giocatore sarà concentrata solo su di essa. E beh, se le ultime avventure di Mario eccellono in questo, anche le prime non sono certo da meno…
Tanto oggi quanto allora divertimento è la parola chiave. Nonostante ludicamente parlando non si trovi nemmeno una piccola differenza nel gameplay dei quattro giochi, sono identici a quando sono usciti la prima volta, rimane incredibile constatare che il fattore coinvolgimento e appagamento è ancora fortemente presente. In molte occasioni, infatti, ancora più che di divertimento si tratta proprio di appagamento. I primi episodi di Mario non sono certo una passeggiata di salute, ad esempio Super Mario Bros.: The Lost Levels vanta alcuni dei più difficili livelli della storia dell’eroe baffuto. Proprio l’ultimo mondo di gioco conta delle situazioni altamente frustranti. Allo stesso modo, però, la frustrazione si trasforma in pura soddisfazione nel momento stesso in cui si supera il livello tanto odiato. E in questo risiede il successo di Super Mario. Credetemi, ai giorni nostri è praticamente impossibile (o quantomeno difficile) trovare un titolo in grado di ripagare il giocatore degli sforzi compiuti come fanno queste quattro perle dell’era 8 bit. Raggiungere la schermata finale di gioco, insomma, rimane estremamente emozionante. Non c’è molto altro da aggiungere, in verità. Qualunque videogiocatore che si rispetti ha nella propria vita giocato ad almeno un gioco di Mario, lo scopo è sempre quello: saltare, correre, schiacciare nemici e salvare la principessa. Il tutto si potrebbe semplicemente racchiudere in queste poche parole, tuttavia dalla semplicità si è riusciti ad estrapolare una grande varietà di situazioni. Basti pensare alle sezioni di nuoto da affrontare con il cuore in gola e con mano salda, sperando che quelle brutte meduse non tocchino Mario, o ad ogni livello finale di un mondo, ricchi di trovate assolutamente geniali e attuali che vanno al di là del semplice platform, o ancora alle trasformazioni del protagonista, come Mario Procione o Mario Rana, davvero spassose, per non parlare poi dell’incredibile cura riposta nella realizzazione delle “ambientazioni”, con sfondi evocativi e design dei nemici ispiratissimo.
Super Mario All-Stars non è solo una raccolta di giochi, è anche e soprattutto una “raccolta” di ricordi. Coloro che spolparono queste vecchie glorie a suo tempo, saranno anche coloro che trarranno maggior entusiasmo nel giocarle, perchè ogni livello sembrerà farcito dal ricordo di un’infanzia passata in compagnia di Mario e compagni, a saltellare allegramente in quel fantastico mondo che è il Regno dei Funghi (e non solo), così fantastico, ma anche così “reale”, in grado di sprigionare sensazioni ed emozioni che si potrebbero racchiudere in una singola parola: nostalgia. Se invece non avete mai avuto la fortuna di accompagnare Mario nei suoi primi passi, il vostro approccio potrà risulterà profondamente diverso. Probabilmente troverete le meccaniche di gioco troppo limitate, affiancate ad un livello di difficoltà a tratti incredibilmente esasperato, con conseguenti attacchi di nervosismo. Se però recentemente vi siete divertiti con New Super Mario Bros. per Wii, forse riuscirete ad assaporare e a gustare al meglio anche le origini della sagaNintendo per eccellenza. Magari per poco. Non che completare tutte e quattro le avventure sia una faccenda di poca durata, tutt’altro! Non tutti gli episodi presentano una longevitàparticolarmente elevata, anzi, ma come è già stato fatto notare ci penserà il livello di difficoltà a complicare le cose; solo i più temerari riusciranno a portare a compimento tutti i giochi. Gli altri, con tutta probabilità, si stancheranno molto prima…
Una confezione speciale
Come già accennato in apertura, la preziosa scatola in cartone (non così prezioso in effetti!) racchiude, oltre a Super Mario All-Stars, un’ulteriore chicca. Si tratta di un’altra confezione al cui interno troviamo un libricino, che racconta molto brevemente e sinteticamente la storia di Mario (citando solo gli episodi principali) e un CD musicale. Per quanto riguarda il libricino, nonostante siano presenti alcune informazioni e illustrazioni interessanti, la storia della saga viene appena abbozzata, limitandosi a riportare semplici commenti dei principali sviluppatori (come Miyamoto ovviamente). Infine anche per quel che concerne il CD musicale, il risultato è raggiunto solo a metà. Diciamocelo chiaramente: potevano sforzarsi di più. Il CD è composto da soli 10 brani, un po’ pochini considerando le centinaia di soundtracks della serie. Se ciò non bastasse, le poche scelte appaiono piuttosto discutibili, tranne ovviamente l’ indimenticabile main theme diSuper Mario Bros. e la orchestrale colonna sonora di Super Mario Galaxy. Considerando anche il fatto che il CD, poi, presenta ben 10 effetti sonori presi dal primissimo episodio, come ad esempio quando si raccoglie un fungo o appare la schermata di game over, la sensazione che questo spazio poteva essere utilizzato decisamente meglio è ulteriormente accentuata. A conti fatti, dunque, i due contenuti extra non sembrano valere l’acquisto dell’intero pacchetto. Chi ha già acquistato i giochi sulla Virtual Console, insomma, ci pensi su un bel po’ prima di comprare anche questa edizione solo per il libretto e il CD audio; per quanto anche il formato fisico sia decisamente più apprezzabile. Mostrare in bella mostra la confezione è di certo tutt’altra cosa che possedere i singoli giochi nella memoria del Wii.
It’s me Mario!
Tirando le dovute conclusioni, Super Mario All-Stars Edizione per il 25° anniversario si dimostra una buona raccolta di giochi di Mario, formata da quattro classici intramontabili e avvalorata da un prezzo tutto sommato abbordabile: circa 30 euro. La giocabilità è rimasta la stessa di vent’anni e più fa: divertente, immediata, semplice ma impegnativa, e dannatamente appagante. Tecnicamente si notano una migliore veste grafica e un riarrangiamento di alcuni brani; elementi tuttavia non così necessari a dir la verità. A parere di chi scrive, sinceramente, sarebbe quasi stato meglio lasciare immutato ogni singolo aspetto dei giochi, così da poter rivivere l’esperienza proprio come stata creata originariamente, ma queste sono considerazioni del tutto soggettive. Inoltre, ciò che manca alla raccolta per definirsi completa è quel capolavoro di Super Mario World, inspiegabilmente non presente (presente invece in Super Mario All-Stars e World, uscito in passato per il grandissimo SNES). Ad ogni modo, sia che siate giocatori di vecchia data desiderosi di rituffarvi a capofitto in un viaggio nel tempo ricolmo di vecchi ricordi, o che siate solo giocatori curiosi di scoprire come è nato l’eroe di Nintendo, in Super Mario All-Stars troverete sicuramente il Mario che fa per voi!
A cura di : Filippo “Fatum92″ Barbuscia
A cura di : Filippo “Fatum92″ Barbuscia